Cinque femminicidi in tre settimane. Strangolate o accoltellate, cosΓ¬ gli uomini uccidono le donne. I dati ufficiali del ministero dell’Interno alla vigilia della Giornata Internazionale della donna registravano sei femminicidi nei primi 2 mesi del 2025, in calo del 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ma dall’8 marzo al 2 aprile, in poco piΓΉ di tre settimane, la lista si Γ¨ allungata: altre 5 donne sono state uccise da compagni, mariti o pretendenti, strangolate o accoltellate, come le ultime due giovanissime universitarie.
Contro questa βmattanzaβ di donne il movimento spontaneo Riprendiamoci i Consultori organizza una manifestazione pubblica sabato 5 aprile alle ore 9:30 in piazza dei Martiri a Locri (RC).
βScendiamo in piazza con rabbia e determinazione, a seguito β scrivono in un comunicato gli organizzatori -degli ultimi femminicidi che hanno sconvolto il Paese, per dire con chiarezza che non si tratta di casi isolati, ma dellβespressione brutale di un sistema patriarcale che continua a colpire, silenziosamente e sistematicamente. Non ci basta piΓΉ indignarci. Vogliamo azione. Vogliamo giustizia. Una cultura diffusa continua a giustificare, minimizzare e alimentare la violenza di genere. I numeri dei femminicidi parlano da soli, come un bollettino di guerra. I media spesso distorcono i fatti, le istituzioni tacciono o si mostrano inadeguate, mentre il sistema giudiziario e le forze dellβordine troppo spesso mancano di strumenti e formazione.
Il femminicidio di Sara Campanella, – continua la nota – raccontato come βuna tragedia legata alla sua indipendenzaβ, Γ¨ lβennesima prova di una narrazione tossica che colpevolizza le vittime e assolve i carnefici. Chiediamo consultori attivi, laici, femministi e accessibili. Vogliamo vivere le cittΓ senza paura. Ogni strada, ogni quartiere deve essere uno spazio sicuro. Non vogliamo aggiungere altri nomi alla lista delle donne uccise. Non possiamo piΓΉ permettercelo.
Il 5 aprile saremo in piazza per Ilaria, per Sara, per tutte. PerchΓ© il cambiamento Γ¨ possibile, e parte dalla rabbia che diventa sorellanza e lotta collettiva. Vi aspettiamo: i nostri corpi e le nostre voci, in piazza per chi non ha piΓΉ voce. Abbattiamo insieme questo sistema patriarcale e misogino. Ora.

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